di Emanuele Kraushaar
Di queste residenze invernali
non c’è più niente, solo un minuscolo
battito di muscolo
e una mosca che appiccica
le sue ali sporche sui vetri
appannati.
Poi l’ombra immensa
di aerei che rinsecchiano paure.
E il proverbio:
cani lunghi e bianchi
accavallano zampe,
sono magri come le saggezze
fragili e ammuffite
di questo tempo.